Commiato. È tornata alla casa del Padre la sig.ra
Marianna Russello; lunedì le esequie
Necrologio
Marianna Russello
Ieri,
venerdì 14 marzo 2025, è tornata alla casa
del
Padre
la sig.ra
Marianna Russello,
all'età di 75 anni.
La ricordano con immutato affetto:
il figlio Massimiliano Pillitteri con la compagna loana Cartas Minodora,
la sorella Teresa con il marito Giuseppe Morreale,
il cognato Giuseppe Pillitteri,
i nipoti Manuela Morreale con il marito Salvatore Nunziata,
il nipote don Paolo Morreale,
il nipote Dario Morreale,
i pronipoti Gemma e Giuseppe Nunziata,
le zie della famiglia Russello,
i cugini e i parenti tutti.
Le esequie verranno celebrate lunedì 17 marzo,
alle ore 17.00,presso la chiesa Madre in
Grotte.
Commiato. È tornata alla casa del Padre la sig.ra
Concetta Spalanca; domani le esequie
Necrologio
Ieri,
giovedì 13 marzo 2025, è tornata alla casa
del
Padre
la sig.ra
Concetta Spalanca,
all'età di 78 anni.
La ricordano con immutato affetto:
il marito Carmelo Luparello,
i figli Raimondo e Graziella,
i parenti tutti.
Le esequie verranno celebrate domani sabato 15 marzo,
alle ore 15.00,presso la chiesa Santuario Madonna del Monte in
Racalmuto.
*****
Abbiamo
appreso con dolore della scomparsa della cara Cettina,
moglie amata del professore Carmelo Luparello, madre affettuosa del
magistrato dott.ssa Graziella e del caro amico Raimondo; lascia un vuoto
incolmabile nei cuori di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di
conoscerla.
Cettina è stata una donna di straordinaria bontà e generosità, sempre pronta
ad aiutare chiunque ne avesse bisogno. Il suo amore per il marito, i figli e
la famiglia era il fulcro della sua esistenza, un amore che si manifestava
in ogni gesto e in ogni parola.
La sua affettuosità si estendeva a tutti gli amici, che la ricordano con
affetto per il suo sorriso sincero e la sua capacità di ascolto. Ha
affrontato le difficoltà della vita con coraggio e dignità, lasciando un
esempio di forza e resilienza che rimarrà per sempre nei nostri cuori.
In questo momento di dolore ci stringiamo con affetto a tutti i familiari.
Vita e Carmelo Arnone
Esprimo le mie sentite condoglianze al prof. Carmelo Luparello, carissimo
amico, sempre presente nella mia memoria.
Antonio prof. Pilato
Le mie più sentite condoglianze alla famiglia Luparello.
Francesco Collura
Cordoglio.
"Cara Madre..., Cara ed amata Cettina..., Cara Mamma..."; in memoria
grata di Concetta Spalanca
Necrologio
Cara Madre
Ieri,
sabato 15 marzo 2025, presso il Santuario della Madonna del Monte di
Racalmuto, il parroco don Carmelo La Magra ha presieduto la Celebrazione
eucaristica esequiale in suffragio della signora Concetta Spalanca. Al
termine della Celebrazione, nella chiesa gremita di fedeli, è stata data
lettura dei messaggi di estremo saluto, colmi di affetto e gratitudine, che
i familiari hanno voluto rivolgere alla loro Cara. Di seguito ne diamo
pubblicazione.
*****
Cara amatissima Madre,
dalla mia nascita mi hai preso per mano e mi hai guidato nel percorso, irto
di difficoltà, della vita, condividendo con me problemi, ansie e sacrifici,
e poi anche le gioie e le soddisfazioni che ne sono derivate.
Ti ringrazio per avermi insegnato a vivere, per avere sofferto e gioito
insieme a me, per avermi sostenuta in tutte le tappe della mia esistenza,
trovando la forza, più che in un corpo sovente insultato da pesanti
malattie, sull'Amore profondo che provi per me.
Ma ad un certo punto anche io ho dovuto prenderti per mano, perché le
malattie ti incalzavano e provavano duramente il tuo fisico.
E da allora abbiamo fatto un lungo viaggio insieme, mano nella mano, tra
corsie di ospedali, ricoveri, interventi chirurgici, rianimazioni,
trasfusioni di sangue e quant’altro, correndo sempre contro il tempo per
salvare la tua vita.
Stavolta, purtroppo, non è andata bene, e di ciò, stretta nel mio
inconsolabile dolore, ti chiedo umilmente “perdono”: perdonami se stavolta
non sono riuscita a salvarti, perdonami se non ho fatto abbastanza.
Trovo profondamente ingiusto, oltre che lacerante, che la vita, dopo avermi
fatto innamorare profondamente di te, da me ti abbia strappata. Mentre tu,
Madre e mamma, eri distesa nel letto del tuo ultimo ospedale, ho catturato
l'immagine- che rimarrà per sempre, indelebile, nella mia mente e nel mio
cuore - della tua mano, ormai completamente livida e avvizzita, intrecciata
alla mia, apparentemente salda - perché dovevo infonderti sicurezza e
nascondere il presagio della tua morte imminente – ma in realtà estremamente
fragile: questa immagine costituisce per me il simbolo della nostra unione
profonda anche nei momenti di estremo dolore., il simbolo della nostra
Unione durante tutto il corso della nostra vita insieme. Stanotte è stata
l'ultima trascorsa insieme: tu nella fredda bara ed io sul divano, con la
nostra piccola Sissi, perché anche lei potesse stare con te un'ultima volta.
Se esiste un Aldilà, tu andrai senz'altro in paradiso, perché hai già fatto
una lunghissima Via Crucis in terra. Io non so dove andrò, ma farò di tutto
per cercarti e rimanere stretta nel tuo abbraccio per l'eternità.
Ti ho amata, ti amo e ti amerò per sempre.
Tua figlia Graziella
Cara Cettina
Cara
ed amata Cettina,
nel lontano 1967 entrai nello studio medico di tuo fratello e, vedendoti per
la prima volta, ti domandai: "Lei
è la moglie del dottore Spalanca?".
"No, la sorella" mi rispondesti.
Poco dopo mi feci avanti e, nella trepidante attesa del tuo "sì", mia madre
morì, lasciando, dentro di me, un vuoto profondo.
Tre anni dopo diventasti mia moglie, mia compagna, mia complice per tutta la
vita, mia consolazione alla solitudine causata dalla prematura di partita di
mia madre, mio alter ego razionale, in grado di completare il mio ego
romantico e un po' sognatore.
Sei stata anche, in un magico intreccio di comicità ed umorismo, il mio
contraddittore naturale nei nostri siparietti quotidiani, mio censore tutte
le volte in cui, nonostante la lista della spesa, facevo acquisti a modo
mio, maldestramente sabotando i tuoi programmi culinari della giornata.
Voglio rimanere, con la mente, abbarbicato ai nostri siparietti, che
iniziavano sempre con accenni di stizza e finivano regolarmente in grandi
risate, perché vorrei con tutto me stesso cancellare dai miei ricordi il tuo
viso spesso sofferente, che però poi riuscivi a nascondere dietro un sorriso
sornione, che ci dava l'energia per andare avanti.
Prima che i nostri figli crescessero, ti ho sostenuta completamente da solo
nella tua malattia: malattia e solitudine costituiscono gli ingredienti
perfetti di una vita mesta, eppure siamo sempre riusciti a venirne fuori con
il sorriso, tra una semplice pizza consumata, in maniera frugale, a casa
nostra, spesso con i nostri Franca e Nicola, o un viaggetto a Roma o a
Venezia o altrove, fatto con grandi sacrifici, perché volevo farti distrarre
e ritrovare, insieme a te, momenti di serenità.
Non so quanta forza abbiamo dato noi a te, ma tu a noi ne hai donata davvero
tanta, e di ciò ti sono e ti sarò per sempre profondamente grato, come
marito e soprattutto come padre dei nostri amati figli, che tu certamente
continuerai a proteggere anche da lassù.
Sei andata via e a casa nostra si è spenta, per sempre, la luce: quella dei
tuoi occhi, quella della tua vitalità, nonostante il calvario delle
malattie, quella della tua incredibile sagacia, che trovava sempre le
soluzioni più razionali tra il grande caos dell'esistenza quotidiana, ma,
soprattutto, la luce del tuo amore incommensurabile che mi ha
indissolubilmente avvolto, dal lontano 28 dicembre 1970, in un profondo e
confortante abbraccio.
Stanotte mi affaccerò al balcone, nonostante il freddo, e ti cercherò tra le
stelle: la più brillante sarai tu,
Il tuo amatissimo Carmelo
Cara Mamma
Cara Mamma,
quando mi hai partorito, entrambi abbiamo rischiato di morire.
Poi, dopo un periodo di sofferenza, entrambi ce l'abbiamo fatta.
Sin dalla mia nascita mi hai preso per mano, senza mai lasciarmela,
puntellando le mie incertezze e le mie fragilità, sostenendomi nei momenti
di difficoltà ed indicandomi la via maestra dell'esistenza, e ciò nonostante
la tua vita sia stata sempre preda di mille sofferenze fisiche.
Tu soffrivi, ma nascondevi il tuo dolore, affinché noi figli potessimo
vivere più serenamente possibile.
Ma quando finalmente abbiamo compreso, il tuo calvario è stato il nostro
calvario, benché attenuato comunque dal tuo sorriso e dalle tue battute
sornione, che permeavano di vitalità anche i momenti più bui della nostra
esistenza.
Ecco, soffrire e allo stesso tempo proteggere chi ci sta accanto è il più
grande insegnamento che ci hai lasciato.
Ti amo e ti amerò per sempre.
Tuo figlio Raimondo
Commiato. È tornata alla casa del Padre la sig.ra
Maria Nona Girgenti; lunedì le esequie
Necrologio
Oggi,
sabato 1 marzo 2025, è tornata alla casa
del
Padre
la sig.ra
Maria Nona Girgenti, vedova Tirone,
all'età di 87 anni.
La ricordano con immutato affetto:
la figlia Maria con il marito Mimmo Bellavia,
la figlia Paola con il marito Enzo Palermo,
il figlio Alfonso con la moglie Roberta Tuttolomondo,
il figlio Salvatore con la moglie Veronique Agnello,
il figlio Armando,
il figlio Daniele con la moglie Adriana Farruggia,
la sorella Lucia vedova Farruggia,
la cognata Suzette vedova Girgenti,
la cognata Lucia vedova Girgenti,
la cognata Michelina vedova Girgenti,
la cognata Assunta vedova Arnone,
i nipoti, pronipoti, cugini ed i parenti tutti.
Le esequie verranno celebrate domani lunedì 3 marzo,
alle ore 15.30,presso la chiesa
Madonna del Carmelo in Grotte.